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Il Progetto Porta Nuova: un nuovo spazio per produrre, innovare, imparare e incontrarsi

Il progetto Porta Nuova

Il progetto Porta Nuova intende riqualificare l’area nord della città di San Donà di Piave, nella Città Metropolitana di Venezia, includendo già nel termine sia il senso di “via d’ingresso per la città” (oltre che per la presenza delle stazioni anche per il collegamento con la bretella che dal casello autostradale di Noventa porta al mare) sia di “innovazione”, cioè di “capacità di generare cose nuove”.

La zona in cui si svilupperà il progetto fino a qualche decennio fa era sede di importanti attività produttive del settore agroalimentare, e ora sarà oggetto di un ampio intervento di riqualificazione. Una zona storica, ottimamente servita dalle principali vie di comunicazione e collegata al tessuto produttivo e sociale della città.  

Da diversi anni l’area, già denominata “Porta Nord” era stata individuata quale polo di sviluppo futuro della città in relazione al territorio. Ora, grazie anche al Bando Nazionale Periferie, l’Amministrazione Comunale di San Donà di Piave intende dare nuova vita all’area, valorizzandone il legame con il territorio, la città e le vicende che ne hanno caratterizzato lo sviluppo storico, economico e di comunità nel corso del tempo. 

Il progetto Porta Nuova porterà alla creazione di uno spazio urbano in cui: 

  • il territorio sarà valorizzato nelle sue componenti migliori: eccellenze produttive, innovative, progettuali e di attrazione 
  • le imprese locali disporranno di spazi dove produrre, investire in ricerca e formazione, promuovere i propri prodotti e servizi 
  • i giovani e i lavoratori del territorio potranno formarsi, specializzarsi e sviluppare nuove iniziative imprenditoriali 
  • i cittadini potranno incontrarsi in spazi pubblici, aree dedicate a eventi espositivi, culturali e formativi e luoghi di aggregazione

Per lo sviluppo del progetto sarà fondamentale la collaborazione tra tutti gli attori del territorio: le imprese, in primis, ma anche gli enti di formazione, le associazioni locali, i finanziatori e gli investitori che sosterranno l’iniziativa, i cittadini che vivranno gli spazi come utilizzatori attivi e propositivi.

Si tratta dunque di un progetto collaborativo che parte dal basso, in linea con quel concetto di “Sviluppo Locale partecipativo” che da quasi un decennio è alla base delle politiche di sviluppo regionale promosse dall’Unione Europea.

Un nuovo spazio, un luogo dove produrre, innovare, imparare e incontrarsi: questo è il Progetto Porta Nuova, questa la vision per la San Donà di Piave del futuro.

L’intero progetto ruota attorno ai temi della sana alimentazione e delle nuove tecnologie per la vita applicate al settore agroalimentare. Questa scelta strategica trae origine dalla storica vocazione agricola del territorio, che si è evoluta negli anni, diventando sempre più attenta alla qualità dei prodotti, all’impatto sull’ambiente e all’uso di tecnologie avanzate di settore.  

La creazione di un sistema alimentare sano, equo e rispettoso dell’ambiente è un elemento fondamentale per lo sviluppo e la crescita del territorio: mangiare sano significa soddisfare le esigenze e le preferenze dei consumatori, tutelando la loro salute e riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente, lungo tutta la filiera dalla produzione al consumo. Come? Lavorando con aziende locali interessate ad innovare e cooperare, sviluppando nuovi profili professionali e creando occupazione, all’interno di uno spazio attrezzato pronto ad accogliere e valorizzare le eccellenze del territorio.  

Le nuove tecnologie influenzano la nostra vita in molti modi, dalla maniera in cui comunichiamo e stiamo insieme a quello che mangiamo tutti i giorni. L’applicazione delle nuove tecnologie al settore alimentare migliora la sicurezza e la qualità del cibo, integrando risorse e conoscenze provenienti da diversi campi e discipline. La ricerca, lo sviluppo e l’innovazione sono l’asse portante di questa evoluzione: per questo il progetto “Porta Nuova” intende creare un ambiente favorevole per promuovere progetti che riuniscano aziende, enti e istituti di formazione. Fare ricerca, sviluppare soluzioni innovative e far emergere nuovi profili professionali in linea con le esigenze delle imprese: un obiettivo ambizioso ma concreto, con un impatto di lungo periodo sul territorio. 

Il progetto Porta Nuova si sviluppa su tre nuclei principali: 

  • “Cantina dei talenti” e “Piazza della Frutta”. Il vecchio edificio della Cantina Sociale di San Donà sarà trasformato in uno spazio per sviluppare attività che promuovano un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente, supportato da tecnologie innovative. L’ex deposito frigorifero Confrutta, invece, diventerà uno spazio flessibile adatto ad ospitare eventi, mostre, fiere e incontri durante tutto l’anno.
  • Nuovo polo intermodale. Nell’area di progetto sorgeranno anche la nuova stazione ferroviaria e la nuova stazione degli autobus, che verranno trasferite dalla sede attuale.  
  • Riqualificazione della viabilità dell’area. La viabilità urbana di accesso a Porta Nuova e quella interna all’area di progetto saranno riqualificate, facilitando i flussi di traffico in entrata e in uscita e rendendo agevoli i collegamenti tra i diversi spazi funzionali.

Progetto porta nuova san dona di piave mappa

Le politiche europee

La Politica di Coesione dell’Unione Europea per il periodo 2021 – 2027, ancora in fase di definizione, promuove cinque priorità attorno alle quali si svilupperanno tutti gli investimenti previsti nelle regioni sostenuti con fondi e finanziamenti europei. Il progetto Porta Nuova è coerente con almeno quattro delle cinque priorità individuate: 

  • Un’Europa più intelligente che sostenga le Piccole e Medie Imprese anche e soprattutto nei loro progetti di innovazione, incubazione e sviluppo  
  • Un’Europa più rispettosa dell’ambiente: il progetto Porta Nuova, infatti, intende valorizzare le produzioni locali a km zero, i metodi di produzione agroalimentare sostenibili, l’applicazione di criteri green nella realizzazione degli interventi di edificazione e riqualificazione urbana (Green building) 
  • Un’Europa più sociale: il progetto Porta Nuova promuoverà azioni di promozione dell’occupazione locale e di aggiornamento delle competenze 
  • Un’Europa più vicina ai cittadini: gli interventi di progetto saranno definiti “dal basso”, attraverso un processo di progettazione partecipata che coinvolgerà tutti gli attori del territorio, pubblici e privati. Inoltre la Cantina dei Talenti e la Piazza della Frutta offriranno spazi di aggregazione ai cittadini, alle associazioni, ai giovani.   

Il progetto Porta Nuova, inoltre, sposa in pieno gli orientamenti delle politiche europee in tema di sana alimentazione e applicazione delle nuove tecnologie al settore agroalimentare. Il Green Deal Europeo, l’ambizioso piano varato dalla Commissione UE per rendere l’Unione Europea il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, individua nella sana alimentazione un tema centrale. Esso infatti riconosce i legami inscindibili tra persone sane, società sane e un pianeta sano.  

Per questo, l’Unione Europea promuove interventi per fare in modo che la filiera alimentare riduca e azzeri il proprio impatto sull’ambiente, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie. In particolare, saranno promosse iniziative come il Progetto Porta Nuova, che aggregano risorse e conoscenze in diversi campi e discipline, con un nuovo focus sulle attività di ricerca e sviluppo, testing e collaborazione tra istituti di formazione e ricerca e aziende.

Infine, come già si è detto, il progetto è coerente con le Politiche UE di sviluppo locale partecipativo (Community Led Local Development). Si tratta di un approccio applicato in maniera sempre più estesa alla gestione dei finanziamenti erogati dall’Unione Europea a livello regionale: i cittadini, le aziende, le associazioni e gli altri attori locali vengono coinvolti nella progettazione ed attuazione di iniziative concrete in risposta alle sfide sociali, ambientali ed economiche del territorio.

Le politiche nazionali

A livello nazionale, la legge di Bilancio per il 2020 del Governo italiano ha varato una serie di misure per finanziare investimenti per il contrasto al cambiamento climatico e la protezione dell’ambiente: sono le misure inserite nel cosiddetto “Green new Deal”, per un valore di 33 miliardi da spendere in 15 anni. Il pacchetto di interventi comprende anche risorse per i comuni nell’ambito del Green New Deal del Governo Italiano: i fondi potranno essere utilizzati per interventi di riqualificazione urbana e sviluppo territoriale sostenibile, come quelli promossi dal progetto Porta Nuova. 

Le politiche regionali

A livello regionale, infine, il Progetto Porta Nuova è coerente con la Strategia di Specializzazione Intelligente della Regione Veneto. Tale strategia, che promuove la ricerca e l’innovazione a livello territoriale, individua nel tema dello Smart Agrifood uno dei settori chiave di sviluppo. Tra gli interventi prioritari, il miglioramento e l’innovazione dei sistemi e dei processi di produzione e trasformazione agroalimentare, per promuovere una produzione e trasformazione agroalimentare sostenibile, sicura ed efficiente, anche attraverso l’impiego delle nuove tecnologie. 

La Strategia di Specializzazione Intelligente viene attuata anche attraverso l’aggregazione collaborativa delle imprese di filiera o di settore, attraverso l’evoluzione della legge regionale n.13 del 2014. Tale atto normativo promuove la nascita e lo sviluppo di ecosistemi innovativi di business: partenariati tra le aziende locali e tra queste ultime e gli enti pubblici per promuovere investimenti nel segno dell’innovazione collaborativa sul territorio. Il partenariato che sostiene il progetto Porta Nuova rientra a buon diritto in questa strategia di aggregazione.

Le politiche locali

In attesa di testo

Infine, il progetto è coerente con l’adesione della Città di San Donà di Piave all’OGD – Organizzazione di Gestione della Destinazione Jesolo – Eraclea (DGR Veneto n. 2286/2013). Si tratta di un organismo partecipato di governance e pianificazione strategica territoriale, che tocca i temi del turismo, in primis, ma anche quelli della cultura e dello sviluppo urbano ed economico locale.